Quali aspetti dell’esistenza vengono privilegiati nel romanzo psicologico?

Il romanzo psicologico, nato tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, presenta caratteristiche peculiari che lo rendono ancor oggi interessante e studiato. Ma quali aspetti dell’esistenza vengono privilegiati nel romanzo psicologico e quali le caratteristiche? Vediamolo insieme in questa guida. 

Quali sono le principali caratteristiche del romanzo psicologico? All’interno di un romanzo psicologico sono privilegiati scenari che cercano di scandagliare il mondo interiore dei suoi personaggi. 

I processi psichici, le emozioni che derivano dal suo stato d’animo, le riflessioni che fa inconsciamente o consciamente. 

Quindi quando ci si chiede quali aspetti dell’esistenza vengono privilegiati nel romanzo psicologico possiamo definire che questi sono: l’esplorazione del sé, dell’inconscio e degli stati d’animo di personaggi e protagonisti. 

Quali caratteristiche ha il romanzo psicologico?

Cosa si intende per romanzo psicologico? La narrazione psicologica presenta delle chiare caratteristiche fin dalla sua nascita nel mondo letterario. 

Il primo aspetto da considerare è quello del contenuto. I contenuti devono per lo più essere concentrati sull’analisi interiore dei vari personaggi e principalmente sui loro aspetti psicologici. 

La narrazione psicologica richiede un tema dominante che prevede l’esplorazione dell’inconscio, della parte più profonda della psiche e in genere in questi romanzi si va ad analizzare il protagonista più che i personaggi che gli gravitano intorno. 

Lo scopo del romanzo psicologico invece è quello di avvalorare lo studio del protagonista e della storia da un punto di vista che vede l’analisi approfondita delle emozioni, stati d’animo e sentimenti. 

Il romanzo psicologico, dunque, fa emergere i vari modi in cui è possibile ragionare con tutte le ampie sfaccettature comportamentali che hanno gli essere umani. 

Cosa si intende per narrazione psicologica?

La narrazione psicologica prevede una forma di monologo particolare che riproduce un susseguirsi irrazionale e alogico di: immagini, sensazioni e pensieri. Al centro della narrazione il flusso della coscienza che deve evidenziare le caratteristiche dell’inconscio. 

I caratteri della narrazione psicologica prevedono: ricorso alle tecniche d’indagine in genere tipiche della psicoanalisi, ricorso ai flashback per indagare il passato del protagonista, focalizzazione interna, uso dei monologhi per riuscire a condurre il flusso di coscienza, interesse per la realtà oggettiva. 

All’interno della narrazione del romanzo psicologico, infatti, i personaggi hanno un rapporto complesso con la realtà che scaturisce in genere da un disagio o da una disarmonia fra ciò che essi sono e la realtà circostante. 

Questo rapporto originano così i comportamenti peculiari dei singoli personaggi che vengono spiegati mediante la psicologia. 

Quali tecniche narrative sono impiegate dagli autori del romanzo psicologico?

Quali sono le tecniche narrative usate dal romanzo psicologico? Tra i principali autori del romanzo e della narrazione psicologica ci sono: James Joyce, Svevo, Pirandello, Gustave Flaubert, Oscar Wilde e Fëdor Dostoevskij. 

Questi autori sono accumunati da alcune tecniche narrative utilizzate dai romanzieri psicologici. Tra le più interessanti ci sono quelle dedicate alle parole e alla rappresentazione vivida dei pensieri dei personaggi dei romanzi. 

Una delle tecniche più utilizzate è la narrazione del romanzo in prima persona dove il protagonista narrante è colui che riferisce al lettore le sue idee e pensieri, come avviene ad esempio nel romanzo “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust o nella Coscienza di Zeno di Svevo. 

Nei romanzi narrati invece in terza persona si usa di più la tecnica della focalizzazione interna un procedimento che registra vari punti di vista da parte dei quali un personaggio può essere compreso e conosciuto. 

La voce dei personaggi, invece, richiede dialoghi veri e propri, che prevedono l’uso ampio e forte del monologo interiore per far esprimere al meglio: pensieri, desideri e la coscienza di chi parla. 

Un’altra tecnica interessante legata al monologo interiore è quella del flusso di coscienza che è privo di legami grammaticali e logici che si esprime attraverso una successione di associazioni che appaiono casuali. Questa è una tecnica narrativa che viene utilizzata prendendo esempio dalle sedute di psicoanalisi. 

Questa tipologia di romanzo si verifica nello spettro terapeutico, dove il personaggio è in grado di far scorrere i pensieri, le immagini e le emozioni per riuscire a far emergere dei risvolti inconsci e nascosti della psiche. Esempi della tecnica del flusso di coscienza ci sono: Gita al faro di Virginia Wolf e l’Ulisse dell’autore irlandese James Joyce. 

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