Mercoledì

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Mercoledì di Viviana Albanese

“Mercoledì” è un romanzo contemporaneo, affollato di ragazzi di quest’epoca, trentenni dai lavori irregolari (centri commerciali e outlet) con difficoltà nelle relazioni e nei sentimenti. C’è una coppia stabile, in questo gruppo, e gli altri cercano un po’ di confrontarsi con loro, li prendono ad esempio ma con poco successo.
Sono ragazzi di provincia (il paese di Stazzano e quello di Serravalle Scrivia sono al centro della narrazione con molti riferimento a luoghi e spazi reali) radicati al loro territorio, quasi con la “sindrome del campanile”, che non hanno mai pensato di lasciare il paese anche a costo di vivere vite piatte e prive di soddisfazioni.
Poi accade che una ragazza, Margherita (detta Mercoledì dalle poco simpatiche colleghe di lavoro, per il suo umore per niente costante e la brutta abitudine di legare in una treccia i capelli corvini ogni volta che l’umore è più nero) si innamora di qualcuno di fuori, un ragazzo di montagna ma che ha studiato a Milano e che ora gira l’Italia vendendo abbigliamento sportivo, un ragazzo dalla mentalità aperta, che pratica sport estremi, e che cerca con tutte le sue forze di portarsela via, staccarla da un luogo e da un lavoro che non sempre sono il meglio per lei. E la storia è tutta in questa tensione. Nelle differenze, negli opposti che si attraggono per antonomasia ma che poi sono difficili da conciliare con la vita reale.
È anche una storia d’amore quindi, ma non solo. Margherita cerca disperatamente se stessa durante tutto il romanzo; è una ragazza indipendente, ama vivere sola, e si è conquistata questa indipendenza nonostante una madre soffocante, legata troppo a lei probabilmente a causa di una brutta malattia avuta durante l’infanzia, e vedere tutto messo in discussione solo per un ragazzo la destabilizza e lei combatte contro questo, nonostante la sua anima la spinga verso il cambiamento: accettare di cambiare però comporta un rischio e buttarsi nel vuoto non fa per lei.