Giorgio Scerbanenco

Massacro alla scuola serale

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Undici ragazzi sbandati per un massacro

Alla scuola serale “Andrea e Maria Fustagni” di Milano è avvenuto un massacro. Vittima è una giovane maestrina di nome Matilde Crescenzaghi. Non è esagerato utilizzare il termine massacro per il delitto della povera “Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli”. La povera maestrina non è stata solo uccisa infatti? stata, letteralmente, massacrata? stata trovata nell’Aula A della scuola serale “Andrea e Maria Fustagni” denudata e fatta oggetto di ogni sorta di violenza inaudita. Ad essere fermati, interrogati e quindi arrestati sono gli undici allievi della maestrina che la fatale sera erano presenti nell’aula A. Gli undici non sono certo quelli che vengono definiti comunemente degli “stinchi di santo”. Sono infatti tutti, chi più chi meno, dei disadattati con svariati problemi e “soggiorni” al Beccaria o comunque in carcere. Questo lo scenario base, diciamo così, del romanzo di Giorgio Scerbanenco “I ragazzi del massacro”. Gli undici ragazzi sospettati di aver compiuto il massacro vengono sottoposti ad interrogatorio anche da Duca Lamberti, un ex medico, radiato dall’ordine per aver praticato l’eutanasia ed ormai “prestato” alla polizia in pianta stabile. Duca Lamberti dopo aver interrogato a sua volti gli undici presunti colpevoli del massacro della maestrina e dopo averne ascoltato il sistematico e incrollabile scaricabarile, ognuno degli undici dice di non aver fatto nulla e che è stato obbligato ad assistere al massacro della maestrina Matilde Crescenzaghi dai propri compagni, si fa convinto di due fatti.

Il primo di questi fatti è che quegli undici sbandati non possono aver orchestrato “in proprio” quel massacro. In primis perché mai e poi mai avrebbero compiuto un simile delitto proprio nella propria aula avendo l’opportunità di scaricare certe loro pulsioni in un luogo più “sicuro”; in secondo luogo perché, se l’idea del massacro fosse stata solo loro mai e poi mai gli undici ragazzi sarebbero tornati, tranquillamente, a casa propria a dormire. Il secondo punto che “non quadra” a Duca Lamberti è l’eccessiva “teatralità” del delitto; quasi che il tutto fosse stato architettato da una donna. Quindi, coadiuvato dalla sua amica Livia Ussaro, Duca Lamberti comincia a scandagliare le amicizie degli undici ragazzi per scoprire chi possa essere la mente dietro al massacro; una mente della quale gli undici hanno molta paura. In questo modo la trama de “I ragazzi del massacro” si dipana facendoci entrare sempre di più negli “ambienti familiari” e nei “giri di amicizie” dei ragazzi coinvolti nel massacro della maestrina. Viaggio che culminerà con la confessione, piena e dettagliata degli avvenimenti della sera del massacro, fatta da Carolino Marassi, uno degli undici studenti della maestra Matilde Crescenzaghi, il quale, convintosi del fatto che di Duca Lamberti poteva fidarsi, gli rivela quello che in precedenza né lui né nessuno degli altri ragazzi avevano voluto rivelare. Prima di questa “svolta finale” però un altro dei ragazzi coinvolti nel massacro della maestrina, Fiorello Grassi, un ragazzo con tendenze marcatamente omosessuali che le note preliminari definiscono “bravo ragazzo”, l’unico degli undici senza precedenti penali, si toglie la vita lanciandosi dal tetto del Beccaria. Con “I ragazzi del massacro”, terza “avventura” che vede per protagonista l’ex medico Duca Lamberti, Giorgio Scerbanenco ci regala una storia cruda, dura di vite bruciate nella Milano di fine anni sessanta. Con il suo stile incalzante e teso “I ragazzi del massacro” è un romanzo che una volta cominciato non si lascia abbandonare fino a che non si sia raggiunta la fine.