martedì, 16 settembre, 2014
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Robert Kincaid, di professione fotografo

Robert Kincaid, di professione fotografo

La straordinaria figura di personaggio di Robert Kincaid

Ponti d'amore per Robert e Francesca Robert Kincaid, di professione fotografoSe c’è una cosa su cui, come si suol dire, “non ci piove”, è che quella di Robert Kincaid, il protagonista maschile del bellissimo romanzo di Robert James Waller intitolato “I ponti di Madison County” è una figura straordinaria. Una figura di personaggio che chiede, con tutta la gentile fermezza possibile e immaginabile di essere raccontata. E così è capitato a me. Me ne stavo comodo sulla mia sedia da ufficio-studio a rileggermi “I ponti di Madison County” con la ferma intenzione di dedicare al romanzo di Robert James Waller il mio articolo, sempre che possa azzardarmi a definire articoli i miei scritti, del venerdì, quando ecco che Robert Kincaid mi si è avvicinato e mi ha detto: “Ehi amico! Senti, il romanzo è straordinario e sicuramente tu dovrai cavarci un pezzo coi fiocchi. Ma che ne dici se, prima di scrivere del romanzo, dedicassi un articolo a me solo?” Ed in effetti, procedendo nella lettura del primo capitolo de “I ponti di Madison County” che l’autore ha dedicato, appunto, all’entrata in scena proprio di Robert Kincaid mi sono reso conto del fatto che incorporare il ritratto di Robert Kincaid, di professione fotografo, sintetizzandolo, all’interno del pezzo dedicato al romanzo sarebbe stato, obiettivamente, uno spreco. Quella di Robert Kincaid è, infatti, una figura di personaggio che merita un ritratto personalizzato.

Come descrivere a dovere Robert Kincaid? Penso che sia opportuno lasciare il compito, non facile, di inquadrare la figura di Robert Kincaid a due donne che l’hanno conosciuto. La prima è la direttrice di un’agenzia pubblicitaria, il nome non è citato nel romanzo, con la quale Robert Kincaid si vede, di quando in quando, nei momenti, non frequenti, nei quali egli si trova a casa. Una sera la signora in questione dice a Robert Kincaid: “A volte ho la sensazione che tu esista da un’infinità di tempo e abbia vissuto in luoghi segreti che il resto di noi non si è neppure sognato.” Più o meno quello che la madre di Robert era solita dire agli insegnanti del figlio quando loro la convocavano per parlarle del figlio e del suo rendimento. Diceva in quelle occasioni la madre: “Robert vive in un mondo tutto suo. È mio figlio, lo so, ma a volte ho la sensazione che non sia nato da mio marito e da me, che sia piuttosto arrivato da un luogo in cui sta cercando di tornare.

Un uomo misterioso quindi il Buon Robert Kincaid, un uomo ben più “antico” di quanto non dica la sua carta d’identità letteraria che gli assegna, all’inizio del romanzo, cinquantadue anni. Cinquantadue anni ed un matrimonio naufragato per via degli “inconvenienti del mestiere” di Robert stesso, che lo tiene lontano di casa spesso per molti mesi, con Marian, una donna più giovane di lui di circa una decina d’anni con velleità artistiche, era, o meglio è, una cantante e chitarrista. Marian lo ha lasciato mentre Robert Kincaid si trovava per lavoro in Islanda. Gli ha lasciato, oltre alla chitarra che ora Robert si porta dietro nei suoi viaggi, un biglietto con su scritto: “Robert, non ha funzionato. Ti lascio la chitarra Harmony. Fatti sentire.” Marian, la sua giovane ex moglie, come viene detto nel romanzo, “non gli ha chiesto altro che la propria libertà”. Quanto poi alla chitarra, dono d’addio di Marian, Robert dice che è più di quanto lui abbia lasciato a lei. Robert Kincaid, fotografo per uno dei tanti casi misteriosi della vita che l’hanno portato a diventare fotografo durante i quattro anni di ferma nell’esercito, tra i diciotto e i ventidue anni, per poi perfezionarsi successivamente, ha anche un amore sviscerato per le parole, per certe parole soprattutto, parole come “blu”, “viaggiatore” e altre. Con queste parole, singole o riunite in frasi Robert ha compilato foglietti coi quali ha tappezzato per intero o quasi le pareti della stanza da letto dello sua casa nello stato di Washington. Robert Kincaid ha anche l’abitudine di segnarsi una mappa dei posti in cui andrà in futuro, mappa prima di tutto composta da fotografie scattate a mo’ di promemoria. Ha ormai visitato tutti i posti che si era prefissato di visitare quando, nell’estate del 1965, giunge nella Madison County per un servizio fotografico, commissionatogli dal National Geografic, sui ponti coperti di quella regione dello Iowa. Se anche voi non vedete l’ora di essere conquistati, come me, da Robert Kincaid, Francesca Johnson, alla quale non è escluso io dedichi un altro “ritratto personalizzato”, e dal magnifico romanzo che è “I ponti di Madison County”, non a caso poi divenuto un meraviglioso film per la regia di Clint Eastwood e con lo stesso Clint Eastwood e Meryl Streep, non avete altro da fare che procurarvi una copia di questo romanzo, ne troverete facilmente una in qualunque biblioteca, e lasciarvi avvolgere dall’atmosfera delle nemmeno duecento pagine di questa incredibile storia.

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2 commenti

  1. bellimo film, bellissimo libro,meraviglioso robert e meravigliosa meryl. ho visto il film tante volte e mi sono immedesimata perche’ anche io ho vissuto una bella storia d’amore molto simile e ho riconosciuto le emozioni. sono propio quelle forti, intense e indimenticabil

    • I film e i libri sono magici per questo. Perchè ci consentono di rivivere situazioni, ricordi ed emozioni magari sopite dentro di noi e di risvegliarle nella loro magia!

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