lunedì, 21 aprile, 2014
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Intervista A Francesca Gonzato, Autrice Del Romantasy “Reflections”

Intervista A Francesca Gonzato, Autrice Del Romantasy “Reflections”

L’intervista di Alessandro Collu a Francesca Gonzato sul romantasy “Reflections”

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Collu: Per conoscere meglio Francesca: raccontaci qualcosa che la tua biografia sul libro, e le varie presenti su internet, ancora non ci hanno detto.

Francesca Gonzato: Innanzitutto, saluto tutti i vostri lettori e ringrazio voi, dello staff di Passione Lettura, per quest’intervista.

Comincio col dire che sono principalmente una mamma e una moglie fortunata, perché ricevo tanto amore da chi mi sta accanto. Tuttavia, poiché non si vive di solo amore, sono anche una lavoratrice a tempo pieno, laureata in Economia e imprenditrice nell’azienda di famiglia. Amo leggere, fantasticare e scrivere, ma adoro anche il cinema. Mi piace viaggiare, conoscere luoghi, culture e cibi sconosciuti! Sono una romanticona molto impressionabile ed incline alla lacrima. Sebbene riflessiva e di indole pacifica, tendo – ahimè – ad essere piuttosto permalosa. Se fosse per me, indosserei abiti da dama di corte tutti i giorni, ma poiché adoro guidare la macchina – anche perché è proprio lì che mi vengono le idee migliori – ripiego spesso su un comodo paio di jeans.

La prima domanda che sorge spontanea, pensando a Reflections, riguarda il suo genere: il romantasy. Cos’è per te questo genere? Come ne sei entrata in contatto (ricordando che il tuo è il primo romantasy italiano)?

Con Reflections ho intrapreso la mia avventura con la scrittura ma, soprattutto, ho inaugurato un nuovo genere letterario: chiaramente questo aspetto non può che rendermi felice! È stata la mia casa editrice, la Pendragon Edizioni, a coniare questo neologismo, riconoscendo nel mio manoscritto sia i temi classici del Romance che i tratti tipici del genere Fantasy. Ed in effetti, quando ho incominciato a scrivere Reflections avevo tutte le intenzioni di cimentarmi in una storia fantastica, con tanto di format inedito e personaggi immaginari, fino a che non mi sono resa conto che il protagonista indiscusso della storia era l’Amore! Perchè non identificarlo semplicemente come un Paranormal Romance, si chiederanno in tanti? Beh, a differenza dei vari Paranormal in circolazione, ambientati in un contesto del tutto reale pur avendo elementi paranormali (dal gusto un po’ gotico), Reflections si sviluppa su due dimensioni parallele: una reale e una totalmente fantastica. Da qui l’esigenza della casa editrice di individuare un nuovo filone letterario.

Passando alla storia vera e propria, come nasce questa visione affascinante, unica, di due mondi così strettamente collegati attraverso l’amore, in ogni sua forma?

L’idea è nata mentre guidavo per rientrare dal lavoro. Ho pensato che avrei voluto scrivere un romanzo imperniato sulla stessa bella storia d’amore, vissuta, però, su due dimensioni diverse. Perché presumere di essere i soli, “in uno spazio infinito di opportunità”, ad innamorarsi? E se l’amore, che noi viviamo con ardore e incoscienza sulla terra, non fosse altro che lo scontato risultato di logiche più definite e meccaniche che appartengono ad un mondo a noi parallelo? Mi sono posta queste domande e ho iniziato a scrivere Reflections. Ho immaginato che ad ogni umano (Mirror) possa corrispondere un alter ego (Lover), chissà dove, e che i due (componenti essenziali di un’unica storia d’amore), non solo siano uno l’antitesi dell’altro, ma anche completamente interdipendenti. Il nostro Lover sarebbe, quindi, un doppio fantastico, che ogni lettore può visualizzare come preferisce. Ma potrebbe anche rappresentare il modo diverso di affrontare le vicende amorose (passivamente oppure con determinazione) o la constatazione di come ci atteggiamo di fronte all’amore e di come vorremmo atteggiarci. In ogni caso, Reflections, che sembra piuttosto introspettivo nei concetti, è in realtà ricco di colpi di scena, imprevisti, duelli cruenti e dialoghi ironici.

Figure ovviamente fondamentali sono le protagoniste, Rachele e la sua Lover RL: l’una, intimorita da quasi ogni aspetto della sua vita, preferisce vivere da spettatrice, l’altra, costretta a dover affrontare sfide senza le armi necessarie, cerca sempre di raggiungere i suoi obiettivi, siano reali o di ripiego. Cosa ti ha ispirato nel creare questi due personaggi, perfettamente dipinti nelle pagine di Reflections?

Rachele e RL sono fisicamente identiche, fatta eccezione per le protesi da combattimento che RL possiede in quanto Lover, ma totalmente diverse di carattere. Rachele è timida ed insicura, RL non teme nessuno perché è nata per combattere. Con le mie protagoniste, l’una umana l’altra fantastica, ho voluto incarnare i due modi diversi di approcciarsi all’amore. Rachele lo teme, non si ritiene degna e fugge riparandosi dietro alternative facili da gestire; RL lo insegue, si sfinisce in battaglie in arena pur di conquistarlo e si arrabbia, quando capisce di non essere in grado di gestirlo. Quale sarà la tecnica migliore per affrontare le conseguenze dell’innamoramento? E, soprattutto, davvero esiste la regola d’oro per confrontarsi con l’Amore?

Nella tua vita ti sei sentita più Mirror o Lover?

Posso candidamente affermare che me ne sto in mezzo. Mi riconosco molto nella timidezza della mia Mirror e nella sua avversione per tutto ciò che può attirare l’attenzione su di lei; tuttavia non ho mai odiato lo specchio, mi sono sempre fondamentalmente piaciuta e, in amore, ho sempre ottenuto ciò che desideravo. E questo è molto Lover.

Un altro aspetto che mi ha colpito è il rapporto delle protagoniste con la natura, a tratti simbiotico: per Rachele unico rifugio nel quale nascondersi, per RL unico alleato che le permette un miglioramento tramite l’allenamento. Anche tu hai un rapporto particolare con la natura?

Ti dirò, lungi dall’essere un’alpinista, non ho nemmeno un buon pollice verde, però vivo sulle Prealpi venete! La natura è tutto intorno a me. Non posso evitarla, semmai posso apprezzarla. Inoltre, ho la fortuna di poter viaggiare spesso e quando sei all’estero, magari in Africa o in Asia, ti rendi conto di quanto la nostra specie sia insignificante rispetto alla presenza dominante della natura. Per questo motivo, ritengo sia impossibile raccontare le vicende umane (o loveriane), senza inserirle nel contesto naturale di cui fanno parte. Rachele, è vero, si rifugia con lo sguardo fra le acque del suo lago di Garda, perché lo considera un amico fedele; RL vive in totale simbiosi con la natura, che per i Lover rappresenta una maestra di vita, un esempio da seguire, un ciclo di cui far parte, inevitabilmente. Io credo che non ci sia nulla di più miracoloso di ciò che la Terra, tutti i giorni e nonostante tutto, ancora ci dimostra di saper fare e noi non siamo che uno dei componenti del suo quadro, anche se ultimamente pensiamo di poterci prendere tutta la scena.

L’intera storia raccoglie una serie di personaggi calzanti nel contesto: il fratello Aldo, con il quale si sviluppano scene di classico amore/odio fraterno, l’amica Sara, tanto affezionata quanto diversa da Rachele, lo sfortunato Massimiliano, il gelataio Luca, cupido di gusti alla crema, e così via… A quale (o quali) personaggio sei più legata, ovviamente non considerando Rachele/RL e Tommaso?

Escludendo Rachele e Tommaso, di cui sono letteralmente innamorata (scusate il gioco di parole), direi che tutti i personaggi mi stanno a cuore. Per creare alcuni di loro, ho attinto dettagli e modi di fare da persone che fanno parte della mia vita: Aldo, per esempio, il fratellone gioviale e possessivo, potrebbe essere tranquillamente mio fratello! Altri caratteri, invece, come il gelataio Luca, sono totalmente frutto della mia immaginazione. Una delle personalità, cui sono più affezionata, è quella di Massimiliano, il compagno di studi timido e insicuro. Lui rappresenta quella categoria di giovani che faticano ad inserirsi nella società ed io mi sono sforzata di renderlo più realista possibile, descrivendone i modi di fare, l’imbarazzo costante e la logorrea da timidezza, che lo contraddistinguono.

Penso sia opinione comune che ogni tipo di storia venga percepita e interpretata in maniera diversa da ogni lettore. Per questo voglio soffermarmi su uno degli aspetti più ambigui ed appassionanti di Reflections: cosa rappresenta per Francesca lo specchio?

Uff, che domandina insidiosa! Premetto che sono cresciuta in una casa ricca di specchi, poiché mia madre sostiene che allarghino ed illuminino la casa. Perciò, la Francesca adolescente non ha mai avuto avversioni nei confronti dello specchio, semmai è successo il contrario. Non esco di casa senza prima specchiarmi e rientro a pieno in quella schiera di fanta-esauriti che parlano spesso davanti alla loro immagine riflessa. È un gesto che considero ai limiti dell’autoanalisi e, in quei momenti di sfogo personale, spesso trovo idee, soluzioni o forza interiore. In sintesi, considero o specchio un amico, che mi permette di confrontarmi esclusivamente con me stessa. Ma in Reflections ho volutamente lasciato libero il lettore di valutare la complicità dello specchio a proprio piacimento. Per le due protagoniste è il tramite che le rende dipendenti l’una dall’altra, ma è anche il mezzo con cui ricevono iniezioni di autostima e potenza. Per molti potrebbe essere la porta che permette di confrontarci con ciò che non siamo, o ciò che vorremmo essere. Insomma, lo specchio ci trasmette un riflesso, ma sta a noi interpretarne il significato.

Un’ultima domanda: ti va di condividere con noi i tuoi progetti futuri? Possiamo sperare in un seguito?

Certo, il sequel di Reflections è in dirittura di arrivo, perché non sono riuscita ad abbandonare i miei protagonisti e credo valga la pena di scoprire quel molto in più, che sta dietro l’universo Lover-Mirror. Inoltre, ho già una buona idea in testa per un terzo, completamente diverso romanzo. Insomma, ho trovato la mia passione!

 

Vi aspettiamo la settimana prossima con l’intervista di Francesca Giuliani a Stefano Iannaccone sul suo libro “Andrà tutto bene”

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