mercoledì, 16 aprile, 2014
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Intervista A Christina B. Assouad, Autrice Di “Biscotti Ai Mirtilli”

Intervista A Christina B. Assouad, Autrice Di “Biscotti Ai Mirtilli”

Intervista di Alessandro Collu a Christina B. Assouad, autrice del romanzo “Biscotti ai mirtilli”.

 

 

 

 

 

 

Alessandro Collu: Per iniziare, parlaci un po’ di te, Christina.

Christina Assouad:  Sono nata a Denver negli Stati Uniti, tra voli di andata e ritorno posso dire di aver vissuto quasi sempre nelle Marche. Il mio percorso formativo è per lo più umanistico: mi sono laureata in lingue e letterature straniere e poi in psicologia. La scrittura è qualcosa che ho maturato negli anni e ad oggi è la forma espressiva che più mi rappresenta. Dopo anni di poesia, Biscotti ai mirtilli è la mia prima avventura in prosa.

Questo è il tuo romanzo d’esordio, un viaggio all’interno di eventi quotidiani per scoprire ciò che realmente nascondono. Come nasce questa storia?

La storia, o meglio, le storie disegnate in questo romanzo sono nate dal profondo desiderio di liberare la quotidianità da un immaginario che la vede legata a parole quali monotonia, prevedibilità, noia. Ho sondato la quotidianità tirandone fuori gli aspetti più inattesi e stra-ordinari, aspetti che spesso non vediamo proprio perché li abbiamo davanti agli occhi.

Il romanzo è racchiuso in uno scambio di lettere tra l’avventuroso Roy e la tranquilla Emily: il primo evento che la ragazza decide di raccontargli, è una dolce e appassionante chiacchierata con l’amica Carol, su un fine filo tra sogno e realtà. Cosa ti ha ispirato nello scrivere questo passaggio?

Questo è il capitolo più surreale di Biscotti ai mirtilli. Ho usato molta poesia per far navigare le parole di Carol in un mondo leggero, quasi onirico, ma sempre reale. Questa “chiacchierata” tra amiche simboleggia in pieno l’aspetto più intimo e segreto delle persone che ruotano intorno alla nostra vita, senza preavviso arriva l’inatteso, la sorpresa che piacevolmente ci colpisce e porta in primo piano un loro aspetto diverso, unico.

Il secondo racconto di Emily è un viaggio nell’amore guidato da, come lo definisci tu stessa, “un archeologo della felicità”, Michael, il più caro amico di Emily dei tempi del liceo, che la ragazza ritrova, dopo anni, sposato e con un figlio. Quali sono i retroscena di questo racconto?

In questa parte ha giocato un ruolo importante l’idea pre-costituita che spesso abbiamo delle persone che conosciamo. In un tempo più o meno lungo costruiamo intorno a loro una sorta di cornice dentro la quale, secondo noi, questi si muoveranno sempre, avvicinandosi ai confini, ma senza superarli mai. L’incontro con Michael, stravolge completamente l’idea che Emily ha di lui. Ogni riferimento al loro passato trascorso insieme, è solo un rafforzamento della nuova persona che la protagonista trova davanti a sé e si trova a conoscere una seconda volta.

Uno dei passaggi che mi ha colpito particolarmente è la parte legata a Samir: il falso ritrattista, in realtà scrittore, che trova in Emily la forza di tornare a scrivere dopo la morte della moglie. Come ti è venuta in mente questa affascinante e surreale parte?

Ho pensato ad una bellissima giornata di sole a New York, mi sono chiesta cosa potrebbe accadere di tanto straordinario ad Emily mentre passeggia in compagnia dei suoi pensieri sul da farsi nella giornata. Ho immaginato che l’incontro con uno “sconosciuto” potesse far cambiare decisamente i programmi del giorno. Ho inserito in uno schema precostituito, un dirompente elemento di novità, dove ancora una volta, il quotidiano viene piacevolmente sconvolto.

Biscotti ai mirtilli: l’oggetto che hai scelto come titolo è anche un elemento fondamentale del penultimo racconto di Emily. Una lettera inaspettata trovata in un libro, apre un nuovo mondo agli occhi di Emily: come è stato scrivere un passaggio così toccante?

È stato un momento molto delicato soprattutto dal punto di vista stilistico. Volevo mantenere una sorta di tensione narrativa, creare curiosità nel lettore ed allo stesso tempo, utilizzare parole delicate che sfiorassero i livelli emotivi più profondi del personaggio Betty, senza mai invaderli, ma preservando la bellezza e la timidezza con la quale a poco a poco sono venuti alla luce.

L’ultimo racconto è rubato dal tavolo di un bar e può essere racchiuso nell’ultima frase “alcuni libri trattano di storie vere. Alcune storie hanno bisogno di un libro per sembrare vere”. Parlacene.

Sì, l’ultimo racconto è un episodio che credo molti di noi abbiano vissuto. Trovarsi ad ascoltare la conversazione di persone sconosciute che condividono con noi lo spazio di un tavolino al bar. L’insolito linguaggio di Frederick e Amélie, incuriosisce, quasi obbliga, Emily ad ascoltare il loro dialogo fino all’ultima parola. La loro conversazione è così intima e segreta che, il vero significato delle parole non si rivela mai fino in fondo. Quando inaspettatamente i due personaggi si salutano, in realtà senza separarsi, Emily prosegue l’incanto di quella conversazione, nella lettura delle parole che chiudono il libro che, per tutto l’episodio stringe tra le sue mani. Non ci sono storie vere o storie false, ci sono momenti che, a prescindere dal contesto in cui ci troviamo, sono veri comunque.

Emily riesce dunque a inviare una lettera tanto forte e appassionata quanto quelle di Roy, osservando la realtà di tutti i giorni permeata da sentimenti come amicizia e amore. Cosa rappresenta per te la frase “è proprio nel quotidiano che ci si incontra con lo straordinario”?

Questa frase per me è una sorta di suggerimento di non cercare sempre lontano qualcosa che ci lasci sorpresi, che il “magico” altrove spesso lo abbiamo davanti. Infondo lo “straordinario” lo si incontra ogni volta che si vive pienamente, anche le circostanze che ci si propongono ogni giorno. Per quanto semplici e banali, le situazioni quotidiane nascondono sempre qualcosa di inatteso.

Per concludere, vorresti condividere con noi i tuoi progetti futuri?

Sì, è da poco uscito “Lavoricidi” un romanzo collaborativo scritto da 15 autori sulla tematica giovani-lavoro. Fare parte di un progetto di scrittura collaborativa è stata un’esperienza nuova e molto stimolante! Il volume è già stato presentato al festival Macerata Racconta e al Salone del Libro di Torino. Vi invito a seguire gli sviluppi del progetto su

 http://lavoricidi.wordpress.com/

Ovviamente il cantiere scrittura individuale è in continuo fermento, spero di potervi presentare presto il mio prossimo romanzo, venite a trovarmi su www.biscottimirtilli.altervista.org o sulla fan page di fb “Biscotti ai mirtilli”.

 

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